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Dintorni


Il territorio di Montalcino offre numerose possibilità di escursioni nei dintorni

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni è un antichissimo Borgo la cui origine romana è testimoniata dall'iscrizione latina incisa su pietra di travertino in fondo al braccio sinistro dello stabilimento termale. L'acqua sgorga da una profondità di 1000 metri ad una temperatura di 52°C, raccogliendosi nella vasca di 49 metri di lunghezza per 29 di larghezza.

Val D'Orcia

Bagno Vignoni è un antichissimo Borgo la cui origine romana è testimoniata dall'iscrizione latina incisa su pietra di travertino in fondo al braccio sinistro dello stabilimento termale. L'acqua sgorga da una profondità di 1000 metri ad una temperatura di 52°C, raccogliendosi nella vasca di 49 metri di lunghezza per 29 di larghezza.

Per la ricchezza di solfato di magnesio e solfato di calcio, è particolarmente indicata nella cura delle affezioni sia dell'apparato osseo sia delle mucose; ha inoltre un'azione tonificante sull'apparato cutaneo. Si curarono in queste acque Lorenzo il Magnifico e Santa Caterina da Siena( porta il nome della santa il bellissimo Loggiato che si affaccia sulla vasca).



San Quirico D'Orcia

San Quirico d'Orcia, città di origini etrusche, sorge nel cuore del paesaggio sognante della Val d'Orcia lungo la Via Cassia. Un tempo era una stazione di sosta per i viaggiatori, pellegrini e mercanti che si recavano a Roma.

Pienza

"Pienza la città perfetta"

Abbazia di Sant’Antimo

L’Abbazia di Sant’Antimo è una delle testimonianze architettoniche più importanti del periodo romanico.

Bagno Vignoni


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Val D'Orcia


Dintorni

Il territorio della Val d'Orcia è costituito principalmente da un paesaggio di tipo collinare con forme dolci ed incisioni vallive poco accentuate , tipico c.d. "delle crete", e da un ricco corredo di vegetazione, soprattutto sui confini esterni verso valle. Il corso del fiume Orcia taglia trasversalmente la valle e ne esce attraverso una profonda spaccatura. La storia geologica del comprensorio inizia 5 milioni di anni fa, quando la zona inizia a sollevarsi in seguito al ritirarsi mare e al depositarsi delle sabbie e delle argille che danno origine allo strato superficiale delle valli. Successivamente l'attività di 2 vulcani, quello di Radicofani e dell'Amiata, sovrappone alle rocce preesistenti uno strato di lava che, raffreddandosi, da luogo a rocce che prendono il nome di trachiti .

L'elemento dominante del paesaggio è costituito da fenomeni di erosione, che, dove sono più attivi mettono a nudo il substrato argilloso di colore chiaro. Le forme di erosione più vistose e peculiari sono rappresentate da calanchi e biancane con i relativi mammelloni, visibili ancora nelle località Casa a Tuoma (Pienza), Ripalta (San Quirico), Lucciolabella, Beccatello, e Torre Tarugi (Pienza), Contignano (Radicofani).

Da Bagno Vignoni si apre verso nord est una gola bellissima fatta di roccia viva e di boschi e di una macchia mediterranea stupenda che va verso il mare, dopo essere andata ad infrangersi nel mare di vigneti di Montalcino. Risalendo verso le pendici dell'Amiata si va verso una foresta montana di faggeti e castagneti. Di particolare valore naturalistico sono i biotopi di Scarceta (dove sopravvive un lecceto di rara bellezza) e dell'Abetina del Vivo ( residuo della foresta primaria amiatina); si trova invece in prossimità del centro climatico di Vivo d'Orcia, una borgata antica sopra alla quale si trovano le famose sorgenti.

Le specie vegetali più diffuse sono oltre al leccio, la quercia comune, il cerro o la farnia, le quali costituiscono un manto forestale che si rafforza sempre più risalendo l'interno della Maremma; ma l'albero, che senz'altro rappresenta di più la Val d'Orcia è il cipresso.

Nell'interessante corredo della fauna troviamo istrici, puzzole, tassi, faine, donnole, volpi, gufi, civette, barbagianni, allocchi; non è difficile avvistare la poiana, il biancone, l'albanella, il gheppio, il picchio muratore, il picchio verde, il corvo imperiale, il torcicollo e il pigliamosche. La presenza del lupo è invece segnalata nel Comune di Radicofani, dove la pastorizia è più diffusa.

http://www.parcodellavaldorcia.com

San Quirico D'Orcia


Dintorni

San Quirico d'Orcia, città di origini etrusche remote, sorge nel cuore del paesaggio sognante della Val d'Orcia lungo la Via Cassia. Un tempo era una stazione di sosta per i viaggiatori, pellegrini e mercanti che si recavano a Roma. Anche se oggi è un piccolo centro commerciale e residenziale, San Quirico è circondata da una zona eminentemente rurale, formata dalle colline tra le valli Asso e Orcia, e oggi l'agricoltura rimane una gran parte della sua economia. Situato a pochi chilometri dalle meravigliose e molto visitati terme monumentali di Bagno Vignoni, San Quirco si traduce spesso in una posizione piuttosto trascurata da un flusso di turisti. 

La visita al centro storico, chiuso da antiche mura e tagliare dalle antiche strade di Via Romea o Francigena, si è subito mostrato un piccolo gioiello, che è l'elegante Chiesa Collegiata, costruita nel 1100 sulla vecchia chiesa parrocchiale romanico: presenta una facciata aperta da tre portali, di cui quello centrale è uno splendido esempio di arte romanica con rendimenti gotici, mentre il campanile risale al 1700; per l'interno, accanto alle opere barocche e rococò d'arte, c'è un magnifico coro ligneo intarsiato, fatto dal senese Antonio Barili, e un trittico in legno 15 ° secolo attribuita a Sano di Pietro. Sul lato del santuario sorge il maestoso Palazzo Chigi-Zondadari (17 ° secolo), percorrendo la strada, si giunge poi in Piazza della Libertà, cuore della città, dove la Chiesa di San Francesco si distingue con le sue semplici linee romaniche (con elementi gotici luce): anche la Chiesa della Madonna si distingue perché contiene la statua della Madonna di Vitaleta di Andrea della Robbia. Sulla stessa strada, si raggiunge l'attrazione principale di San Quirico d'Orcia: La stupenda Garden Leonini. Sulla base del disegno di Diomede Leoni e grazie a una donazione di Francesco I de 'Medici. Il giardino è stato costruito agli inizi del 16 ° secolo. Perfettamente conservato, il Horti (giardini) sono un magnifico esempio di giardino classico italiano. A causa della presenza degli Horti, San Quirico d'Orcia è un luogo privilegiato per lo studio dei giardini italiani, come dimostra la presenza dell'Archivio Italiano dell'Arte dei Giardini della Biblioteca Comunale. In Horti, è possibile intravedere i resti mortali della Torre del Cassero, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra gli altri monumenti, degno di nota è anche la piccola Chiesa di Santa Maria Assunta, splendida costruzione romanica con la caratteristica pietra piccolo campanile con una sola navata e aperto da una monofora, e di fronte ad essa, Ospedale della Scala, edificio che oltre secoli passati ha offerto di recupero per pellegrini e viandanti della Via Francigena: c'è una ben 16 ° secolo, nel cortile qui. 
E 'anche interessante seguire il percorso lungo la cinta muraria medievale che rimane quasi del tutto intatta ed è caratterizzata da quattordici torri (in vari Stati). 

Fonte: Vagabondo.net


Pienza


Dintorni

"Pienza la città perfetta". 

Fu in questa città toscana del Rinascimento concetti urbanistici sono stati messi in pratica dopo Papa Pio II decise, nel 1459, di trasformare l'aspetto del suo luogo di nascita. Ha scelto l'architetto Bernardo Rossellino, che ha applicato i principi del suo mentore, Leon Battista Alberti. Questa nuova visione dello spazio urbano è stato realizzato in piazza superba conosciuta come Piazza Pio II e gli edifici che lo circondano: il Palazzo Piccolomini, il Palazzo Borgia e la cattedrale con la sua pura esterno rinascimentale e un interno in stile tardo gotico delle chiese sud tedesco .

Abbazia di Sant’Antimo


Dintorni

L’Abbazia di Sant’Antimo è una delle testimonianze architettoniche più importanti del periodo romanico.

Secondo la leggenda Carlo Magno, nell’anno 781, di ritorno da Roma lungo la Via Francigena visitò il sito dove sarebbe sorta l’Abbazia; aveva con sé le reliquie del Santo Antimo, ricevute in dono da Papa Adriano I con le quali pose il suo sigillo sulla fondazione del monastero.

Ancora oggi visitando questa Abbazia se ne  avverte l’intensa suggestione e la profonda  sacralità, che trova la sua più alta espressione nel Canto Gregoriano dei Monaci Premonstratensi.