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Palazzina Cesira
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Montalcino (SI), Italy -53024
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Montalcino


 

    MONTALCINO, questa "altura luminosa", 564 m.s.l.m., sorge fra le valli dell'Ombrone a Nord-ovest, dell'Orcia a sud, l'Asso ad est. Il territorio del Comune di Montalcino ha un' estensione di 24 mila ettari meta'dei quali coperta dalla caratteristica Macchia Mediterranea dove viono ancora 16 specie di mammiferi fra i quali la Lontra (Lutra lutra), il gatto selvatico (Felis silvestre), il Ghiro (Glis glis), La citta' deve il suo nome al Leccio (Quercus ilex), MONTE ILCINUS. Questo albero vestiva in antico i suoi colli fino a quando gli abitanti vi piantarono in suo louogo la vite, l'olivo, alberi da frutta e il castogno. 
    Da questa altura si ha un panorama mozzafiato, decantato da Gabriele D'Annunzio che nella sua opera la "Beffa di Buccari" lo definisce "davanzale dell'Apocalisse", Nelle giornate chiare, ad occhio nudo si vedono la Corsica, l'isola d'Elba, l'isola del Giglio, il mar Tirreno, le Alpi Apuane, l'Abetone, il Cosentino, con Chiusi della Verna, il Terminillo. 
     Piu' vicino a noi Siena, Pienza, Montepulciano. Il Monte Amiata par che faccia ombra alle nostre valli. 
    La storia di Montalcino si perde nella notte dei tempi. Nel suo territoria e' stata ritrovata un'Amigdala. Scoperto un villaggio dell'eta' del rame e del bronzo, riportate alla luce costruzioni etrusche e recuperati reperti romani. Gia' nel 1100 Montalcino aveva un suo Podesta'. Per la sua posizione geografica e la vicinanza all'allora importante porto di Talamone, fu' contesa dagli abitanti di Sant Antimo che tendevano a far valere i loro diritti deudali, dal Comune di Siena avido di espandersi, da quello di Firenze per il quale Montalcino costituiva un' ottima posizione per prendere Siena alle spalle. 
    Dal 1200 al 1533 la nostra Citta' subi' cinque assedi. Dal 1555, quando Siena fu' occupata dai fiorentini e spagnoli, ospito' gli esuli senesi che fondarono la "Repubblica di Siena" ritirata in Montalcino fino al 1559, cioe' fino a quando non fu' firmata la pace fra spagnoli e francesi a Chateau Cambrèsis, che pose fine alla liberta' repubblicane in Italia. 
    Fu' elevata a citta' nel 1464 da Pio II (Enea Piccolomini) che da giovane aveva studiato presso il locale convento dei frati di San Francesco. La citta' e'medioevale. Il Palazzo Comunale e le fonti Castellane sono del XIII sec. Le Logge della Piazza sono del XIII e XIV sec.. La Fortezza è tercentesca. Dalla chiesa di Sant'Agostino si hanno notizie fin dal 1227. Anche la chiesa di San Francesco è del 1200. Le mura e le 6 porte castellane sono del 1100. La cattedrale dedicata a San Salvatore, di stile neo classico, ristrutturata agli inizi dell' ottocento, esisteva gia' nell'anno 1000. La chiesa di Sant' Egidio chiamata chiesa dei senesi è del sec. XIV. In ogni via ci sono palazzi medioevali, archi, cornici, strutture con l'impronta di una bellezza antica. 
     Nelle vicinanze della Citta' sorge Sant'Antimo, grande chiesa monastica di stile romanico il cui primitivo complesso, secondo la leggenda sorgeva per volonta' di Carlo Magno nel sec. IX. Questo grande monumento compare nelle copertine delle pubblicazioni culturali che parlano di cose belle, originali conservate in Italia. 
    Per conoscere lo splendore di Montalcino bisogna visitare il locale Museo Civico e di Arte Sacra dove sono esposte le opere della scuola senese-umbra con i capolavori di Simone Martini, Loronzetti e Bartolo di Fredi. Da vedere in piazza Cavour lo "Scrittoio" del veccio ospedale e la "sagrestia" della chiesa di San Francesco; ammirare gli affreschi di Vincenzo Tamagni che fu' allievo di Raffaello. 
    Dopo che Montalcino fu' inglobata nel Granducato di Toscana nel 1559, i suoi abitanti ripresero con slancio il proprio lavoro per un ulteriore sviluppo economico in campo commerciale, artigianale e delle colture agricole tipiche. Gia' nel 1500 si commerciavano Moscadello e Brunello. La coltura della vitivinicoltura era istituzionalizzata. Gli statuti comunali del 1415 stabilivano che il Consiglio delle Comunita' doveva, per Santa Croce (14 settembre) fissare la data di inizio della vendemmia. Le pubbliche mescite non potevano vendere contemporaneamente due qualita' di vino dello stesso colore. Era evidente la preoccupazione di ridurre al minimo il margine di frodi a danno dei consumatori. 


    All' inizio del novecento il Brunello di Montalcino prodotto nel 1894, veniva premiato con medaglia d'oro a Bordeaux (F) "santuario" del vino. Montalcino ebbe un'espanzione demografica ed economica con la costruzione della ferrovia Siena-Asciano-Torrenieri-Grosseto, inaugurata nel 1871. La sua popolazione passo' da 8048 abitanti nel 1871, ai 9614 del 1911. 
    Grazie al taglio del bosco, ogni anno si tagliavano circa 1000 ettari di forteto, producendo 32 mila quintali di carbone (da ogni quintale di legna se ne ricavavano 10 KG); la nostra zona richiamo' per questa attivita' lavorativa gente dell' Appennino tosco-emiliano e dal casentino, cio' determino' lo sviluppo dell'artigianato, del commercio e delle attivita' murarie. 
    Ancora oggi in Montalcino si puo' trovare un artigianato di qualità: ceramiche lavorate a mano, tessitura, restauro di mobili di antiquariato, fabbricazioni di pipe di Erica Alborea, cesti di vimini che venivano usati come contenitori per raccogliere le uve. La cucina è tipica "come una volta". La lavorazione dei dolci è artigianale. Qualificata per specie è artigianale. Qualificata per specie è la produzione del miele e dell'olio extra vergine di oliva di qualita' superiore. 
    Come non parlare del Brunello e Moscadello conosciuiti e ricercati in tutto il mondo.

 Ilio Raffaelli